Presso la sede della Confagricoltura a palazzo Della Valle in Roma si è tenuta la cerimonia conclusiva per l’assegnazione dei premi ai finalisti del Concorso culturale intitolato a Ranieri Filo della Torre che, in varie sezioni, si è posto l’obiettivo di esaltare sul piano artistico il mondo dell’olivicoltura. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Pandolea, che unisce in sé donne imprenditrici di piccole e medie imprese, produttrici di olio extravergine di qualità.

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Il “premio” dedicato a Ranieri Filo della Torre è certo un evento che vuole celebrare un personaggio significativo del mondo dell’olivicoltura italiano, oltre che dell’agricoltura, ma anche – e soprattutto – un’occasione d’unità vera del settore per fare cultura. Un obiettivo certamente ambizioso per ri-scoprire i valori propri – e spesso nascosti - del mondo olivicolo, con i suoi riti e le sue leggende, con le storie e i canti che parlano di eroi e di briganti, ma anche di solidarietà. Insomma, il “premio” dedicato a Filo della Torre vuole essere un’opportunità: di riflessione, di poesia, di creatività al di là delle giornaliere faticose pratiche produttive, della collocazione del prodotto sui mercati, della sua valorizzazione. E sono compatibili questi due momenti, quello della concretezza e quello dell’astrazione e creazione artistica? Certo, l’uno dà spunto all’altro. Tra di loro non ci può essere contrapposizione perché sono parte di uno stesso “unicum”: basta cercarlo e trovarlo.

 

 

Scarica il bando sotto in allegato.

 

 

Il “premio” dedicato a Ranieri Filo della Torre è certo un evento che vuole celebrare un personaggio significativo del mondo dell’olivicoltura italiano, oltre che dell’agricoltura, ma anche – e soprattutto – un’occasione d’unità vera del settore per fare cultura. Un obiettivo certamente ambizioso per ri-scoprire i valori propri – e spesso nascosti - del mondo olivicolo, con i suoi riti e le sue leggende, con le storie e i canti che parlano di eroi e di briganti, ma anche di solidarietà. Insomma, il “premio” dedicato a Filo della Torre vuole essere un’opportunità: di riflessione, di poesia, di creatività al di là delle giornaliere faticose pratiche produttive, della collocazione del prodotto sui mercati, della sua valorizzazione. E sono compatibili questi due momenti, quello della concretezza e quello dell’astrazione e creazione artistica? Certo, l’uno dà spunto all’altro. Tra di loro non ci può essere contrapposizione perché sono parte di uno stesso “unicum”: basta cercarlo e trovarlo.

 

 

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